Si pensa sempre "ma come fanno poi Tizio e Caio e cavarsela senza di me per una settimana?".
Ma come si fa a partire ora che ci sono le solite cose da sistemare dai...
E invece poi per fortuna c'è una parte di noi che ci dice "Ma valààààààà! Parti che tanto una settimana non cambia niente...che Tizio e Caio che non possono vivere senza di te, invece se la cavano meglio di quanto tu possa mai immaginarti (e la cosa ti fa anche un po' innervosire perchè pensi a quanto le persone poi si adagino sulla tua disponibilità), che le cose che non fai questa settimana le fai la prossima e nessuno muore.
E poi una settimana...vola. Passa troppo velocemente.
Una settimana con qualche giorno nuvoloso e freddino, con un paio di nottate di malessere e contornata da il volo di andata e di ritorno improvvisamente cambiati che si sono trasformati in incubo.
Ma chissenefrega. Mi resta una settimana di relax, di dormite a tutte le ore e di giochi con SuperT di cui avevo proprio bisogno.
Il mio piccolo ometto è cresciuto. Nonostante fosse troppo piccolo per in BabyClub, SuperT dal primo giorno mi ha salutato e se n'è andato con gli altri bambini e con gli animatori a giocare SENZA DI ME.
Tutta la spiaggia mi prendeva in giro. E non solo perchè ero l'unica panzona in bikini sulla spiaggia, ma perchè controllavo con ansia ogni movimento di un SuperT tutto preso a costruire castelli di sabbia.
Quando sono arrivata in Italia ogni volta che mi allontanavo per andare anche solo in bagno un secondo, scattava la tragedia.
Ora era lì che passeggiava mano per la mano con l'animatore tranquillo e contento. Se mi avvicinavo mi beccavo pure un "Mamma, noooo. Mamma là!". Cioè mamma vattene che mi rompi.
Beh lo lasciavo un paio di orette al giorno, non molto, ma ero contenta di vederlo indipendente in mezzo agli altri bambini.
L'asilo sarà una cosa diversa, ovviamente, ma saperlo pronto e curioso verso questo piccolo grande passo, mi rende felice.
D'altra parte il nostro ruolo non è quello di tenerci i figli appiccicati a noi e tenerli sotto una campana di vetro lontano da tutti e tutti (aihmè!), ma è quello di accompagnarli verso la loro indipendenza, la loro individualità. Dare a loro linee guida per affrontare la vita al meglio, tra sbagli e mazzate, ma sempre vita.
Certo che se per un'oretta di BabyClub di una settimana divento così pesante, penserete voi, chissà al primo giorno di scuola! Eh già, mi sa che vi tirerò un pippone pazzesco....



il primo distacco è sempre forte. ma è meraviglioso che abbia questo carattere!
ReplyDeletegrande SuperT, fai l'ometto e dona la tua spalla alla mamma per il pippone, quando andrai all'asilo...!!
ReplyDeleteCrescendo vedrai che cercherà di ritagliarsi sempre più spazi di autonomia, soprattutto quando sarà con gli amici. Scritch mi caccia fuori dalla camera quando gioca con i suoi...
Ma non preoccuparti, appena sarà di nuovo solo, cercherà sempre il tuo affetto ;-)
Anche se non ci sono ancora passata ti capisco. C'è tanta soddisfazione e anche un pizzico di malinconia nel vedere che il nostro piccolo si sta guadagnando la sua "indipendenza".
ReplyDeleteVada per il pippone sul primo giorno di scuola. Tanto poi io lo contraccambio di sicuro!
Mi ricordo ancora l'inserimento al baby parking part-time: mi sentivo senza scopo, una donna senza niente da fare. Però ero anche molto contenta di vederlo ben inserito. Vedrai passerà presto, soprattutto quando nascerà la bambina.
ReplyDeletee vai di pippone, mi organizzo con i tappi per le orecchie, non tipreoccupare...vai pure...
ReplyDeleteVorrei saperne di più sui castelli di sabbia...c'erano anche dei mini tunnel? :-))
ReplyDeleteciao, p
x anni il primo giorno di scuola mi facevo un pianto che nn ti dico....adesso invece il primo giorno di scuola io e mio marito ce lo prendiamo di...vacanza....ehm...ci siamo capiti! insomma...la vita è fatta così!
ReplyDeleteSuccede le prime volte. Poi dopo un po', appena mollato il figlio, si comincia a provare uno strano, inconsueto, intrigante, inquietante e celestiale senso di rinascita ;-)
ReplyDeletegrazie! vado a comprarmi 4 quintali di arance :-)
ReplyDeleteCome ti capisco... quando il mio BUH iniziò il nido io mi sentii inutile, quando invece avrei dovuto sentirmi orgogliosa!!
ReplyDeleteDurante l'inserimento (a 18 mesi) lui era l'unico che ignorava la mamma per tutto il tempo per esplorare ambiente e giochi e quasi non voleva andarsene. Le educatrici mi rassicuravano che i bambini più sereni si comportano così, ma stranamente non mi consolava...
:-)
Mia figlia è stata subito entusiasta della materna, il suo primo distacco. Anche se c'è da dire che prima stava spesso coi nonni, visto che io lavoro. La cosa, comunque, che mi mancava di più era non sapere che faceva nelle 6 ore lontano da me. Prima i nonni riferivano, adesso lei ci prova. Ma i racconti , a volte , perdono di filo logico e assumono contorni a dir poco psichedelici. Un po' ci si rassegna, ma ancora sono gelosa di quella parte della giornata di cui non so quasi nulla. Mi sa che mi ci dovrò abituare!
ReplyDeleteQuanta dolcezza nel tuo racconto !
ReplyDeleteSiamo mamme italiane dopo tutto:))) Io sono gia' qui che penso a quando andra' all'universita'...
ReplyDeletesì siamo mamme italiane...siamo messe male nè!!!
ReplyDeleteIl mio quando era piccolo e ha fatto l'inserimento al nido si é comportato benissimo. Molto socievole, non piangeva, si intratteneva con gli altri (soprattutto con una bimbetta dolcissima, Sofia), mangiava bene etc.
ReplyDeleteMo che sta all'asilo continua ad essere socievole, é popolare soprattutto tra le bimbe (una certa Inês dice che se lo vorrebbe sposare!), continua a mangiare bene, attira le coccole delle educatrici etc., peró la mattina, quando lo lascio lá, giorno si e giorno no, fa una sceneggiata. Mi basta uscire dalla sua sala che smette subito di piangere. Insomme, o fa apposte!
Io, per quel poco di asilo che ho fatto, facevo la stessa cosa :)
Quem sai aos seus não degenera!