E' già un paio di volte che io e l'uomodeltunnel incappiamo senza uscita in un discorso dove abbiamo pareri un po' contrastanti. Diciamo che semplicemente di tratta di diversi punti di vista. Quello femminile e quello maschile.
Ieri di nuovo.
Punto di partenza è un suo collega italiano, sulla quarantina, bravissimo uomo, sposato con due figlie di 12 e 9 anni.
Ieri abbiamo incontrato la moglie e le figlie venute a Las Vegas per le ferie. Sì perchè la moglie, a sto giro, non vuole mollare tutto per seguire suo marito.
Ecco la storia.
Anche lei ha fin da subito cominciato a seguire il marito in giro per il mondo. Mi ha raccontato con passione di quando è stata in Libia, al tempo dell'embargo, dove hanno avuto la prima figlia e dove ha dovuto affrontare dei problemi di salute della piccolina che in Libia non riuscivano a risolverei. Ha passato 3 anni in paese non facile con una neonata con problemi, poi risolti, e praticamente sempre sola perchè il marito lavorava fino a tardi. Solitamente i mariti che seguono dei progetti all'estero lavorano anche il weekend e fanno orari pazzeschi. Qui in America, fortunamente anche per noi, non lasciano lavorare il finesettimana, ma è un'eccezione.
Quindi, riprendendo il racconto, se l'è sempre smazzata da sola.
Dopo la Libia, c'è stata Amsterdam. Anche lì bei racconti bell'esperianza e altra gravidanza. La sfortuna ha voluto che anche questa bimba subito dopo il primo mese dalla nascita presentasse un problema di riflusso gastrico molto grave. Chiaramente era più vicina a casa e quindi mi diceva che riusciva ogni tanto a tornare a Milano per farsi aiutare un po' da sua madre.
Poi c'è stato il Brasile, la Cina e di nuovo il Sudamerica.
Quando incontri altre famiglie expat, si sentono racconti incredibili. Famiglie che girano il mondo come te. Quando parli con una mamma expat, sai esattamente cosa vuol dire quando ti dice che "era da sola in un paese nuovo". Solitamente è un condividere esperienze e racconti che vengono da paesi diversi, parlare dei soliti problemi del crescere i bambini cambiando paese ogni due, tre anni, scambiarsi consigli. Le mogli sono quelle che fanno "gruppo", quelle che socializzano. Ma è sempre un po' come ritrovarsi in un piccolo paese. Con i pro e i contro. Ma della vita da expat vi parlerò in altro post.
DUe o tre anni fa la famiglia ritorna in Italia per un lavoro e si ristabilisce a Milano. La moglie trova subito un lavoro e scrive anche un libro.
A gennaio, al mio rientro in Italia, l'uomodeltunnel mi chiese di sentire questa moglie per parlarle un po' di come si sta a Las Vegas. La chiamo e capisco subito. "Sai io qui per la prma volta sono riuscita a trovarmi un lavoro che mi piace tanto. Le ragazze poi hanno un età delicata e appena dico loro della possibilità di trasferirci piangono come delle fontane e poi ho mia madre che non sta bene. Come faccio di nuovo a mollare tutto e ripartire?". Già. E poi continua: "non che non mi piaccia l'idea di nuovo di ripartire. Sai, quell'adrenalina, quel senso di sfida quando si cambia, e la possibilità di scoprire un nuovo posto....Ma ora è tutto diverso. Ora mi sono costruita il mio pezzo di vita qui.".
Già.
Ieri ci siamo finalmente conosciute di persona.
Il dispiacere di stare lontano dal marito, dal padre delle figlie è visibile e la difficoltà nel prendere una decisione del genere sembra enorme. Effettivamente non è facile mantenere una famiglia a distanza, si sa. Vedersi due volte l'anno con dei figli di mezzo sembra impossibile.
Lui non ha avuto scelta e ha preso questo lavoro lontano.
E poi ieri sera parlandone a tavola si è scatenata una discussione tra me e l'udt. Un po' mi girano anche.
"E' difficile, ma la capisco. Dopo aver girato il mondo per il lavoro del marito ora ha trovato una sua dimensione e anche l'età delle figlie non aiuta".
"E va bene, lei lo ha seguito e ha mollato tutto però non è che facesse la vita da pezzente. Alla fine avrà fatto anche una bella vita all'estero.E se suo marito è qua a lavorare non può non venire anche lei con le bambine"
Prima considerazione che mi fa incazzare. Come se il fare la bella vita che per loro è stare a casa (spesso ma non sempre una bella casa) con i figli a "fare niente" e vivere in giro per il mondo (che per loro è la stessa cosa di andare in giro per il mondo in vacanza).
"E poi con il suo stipendio (di lei) non si possono certo mantenere 4 persone".
"Quindi chi guadagna di più ha il potere decisionale per tutti. Ma dopo 15 appresso al marito, con le figlie abbastanza grandi e soprattutto con un lavoro che le piace, cosa non facile oggigiorno, avrà diritto anche lei di poter scegliere di starsene ferma?".
"Ma qui non si vive male e lei dovrebbe venire qui perchè il marito non può mica stare solo senza la famiglia".
"Qui nono si tratta di prendere le parti di uno o dell'altro. Non c'è chi ha ragione o torto. Sto solo dicendo che comprendo la moglie e non credo che la sua decisione di starsene a Milano sia così folle."
Perchè è così. La situazione è difficile e complicata e nessuno vuole giudicare. Ma io mi ci sono immedesimata. E' come se l'udt mi avesse chiuso una porta davanti. Come se mi avesse detto "sei brava, sei intelligente e ti ringrazio in cinese per seguirmi in capo al mondo con tutta la famiglia ma hai poche alternative."
E io che ho sempre pensato "per ora facciamo questa vita ma un domani chissà", mi piacerebbe anche lavorare o fare altro. Non lo so cosa farò, non so cosa vorrò diventare e soprattuto cosa potrò realmente fare, ma dopotutto vorrei avere la libertà di poter dire "bene adesso basta".
Anzi in realtà ho sempre pensato di avere questa libertà. Ci siamo sempre detti "finchè ci va di fare questa vita, la si fa. Poi si vede." BALLE.
La libertà non c'è. Ci sono le situazioni della vita. ORA sono felice di questa vita. Ma domani?
E se ci ritrovassimo nella stessa situazione?
Ecco io ho sempre sognato di poter avere la possibilità di scegliere ancora.
A me questa cosa fa incazzare, perchè come le altre fa sempre parte di questi ruoli che la donna deve avere. Del posto che una donna al fianco di un uomo deve assumere. Di stereotipi. Sempre la stessa solfa di cui voi anche avete parlato. Ruoli. Ognuno ha il suo ruolo, ma noi abbiamo meno possibilità di scelta.
Quella che fino a ieri io ho chiamato scelta mi rendo conto non sia tale. Mi sono illusa lo fosse, ci ho creduto. O forse mi vergognavo di ammettere che avevo ben poco da fare se volevo una vita con quell'uomo. Che ho avuto anche paura.
Ma le mie cose le ho fatte per bene e alla fine girare mi piace. Mi ci sono adattata più che bene.
Ma se un giorno volessi invece riprendere quello che avevo lasciato?
Se dopo 15 anni dietro al lavoro del marito, a mantenere per bene questo ruolo, mi si proponesse la possibilità di cambiare?
E' per questo che vedo questa donna e penso.
Penso di dover chiarire molte cose. A me stessa, prima di tutto. E penso proprio che cercherò di lottare per la libertà di scelta.



Sì, cara wwm, adesso hai due bambini e non potete più prendere decisioni in base alle vostre esigenze. Capirei di più l'udt se facesse un ragionmento sui figli, del genere "L'Italia è un paese di vecchi, qui in USA o in Cina o altrove hanno più chances". Il ragionamento della moglie che fa la bella vita (e qui immagino la solitudine, il "mazzo"...tutto dato per scontato) è veramente offensivo. Un mio amico che sta a Dubai sta cercando un nuovo lavoro perchè la moglie, primipara, sta andando in crisi. E non fa certo la vita della poveretta. Una volta ho letto un manuale scritto da un noto manager internazionale, che si augurava per la moglie un lavoro da libera professionista in modo che lei potesse seguirlo più facilmente. Insomma, è bello girare il mondo, ma in una famiglia le decisioni si prendono insieme e la parte economicamente più debole non è giusto che soccomba sempre.
ReplyDeleteNon ho tempo ora per risponderti, ma sono cosi' colpita dal post che volevo almeno mettere giu' due righe. Credimi...siamo sulla stessa barca. Mai mi sono identificata tanto in un post, perche' in quella discussione ci sono inciampata anche io un paio di volte in passato...
ReplyDeleteUn abbraccio
Sai, per me che sono una provincialotta nel vero senso del termine, la tua vita 'avventurosa' è un sogno: io partirei anche oggi pomeriggio, se davvero potessi.
ReplyDeleteCioè... trovo che questo tipo di vita sia affascinante: innanzi tutto per le culture che conosci, ma poi perchè puoi farti contagiare da un'elite culturale internazionale. Perchè sicuramente le persone come te e tuo marito sono colte, piene di quel fervore intellettuale e creativo che a me davvero incanta.
Penso per esempio a Comida... ecco, io quella vita lì la vorrei proprio.
Però... però c'è Dafne, però ci sono io. Però dopo 15 anni di valigie e lingue diverse e case che non sono tue, beh, io credo che desiderare una vita con delle radici sia comprensibile.
Poi con delle figlie grandi... come fai a lasciare che si innamorino, che abbiano amici, che prendano delle decisioni, se ogni 3 anni devono ricominciare daccapo? Certo, avranno un bagalio eccezionale alle spalle, ma a quale prezzo 'umano'?
E' davvero difficile scegliere. ma tu davvero puoi scegliere.
Hai due vite, di fronte a te. Ed è sempre una in più di chi ha una sola vita :))
Io credo che con tutta la tua capacità d'adattamento, il tuo metterti in gioco, la tua capacità di comunicare... potrai essere te stessa sempre e dovunque.
Magari aprirai altre strade alle mamme expat. Magari attraverso internet troverai un lavoro che ti realizza. O magari tornerai a casa e metterai radici.
Io credo che tu sarai felice.
Sei troppo intelligente per farti soffiare via la vita da sotto il naso. Sicuramente troverai, quando e se verrà il momento, la soluzione giusta.
Spero che la trovi anche la tua amica... con tutto il cuore!
ma dai... aspetta che crescano i tuoi due bei piccoli e poi vedrete....loro stessi vi indicheranno, inconsapevolmente,la direzione. il resto sono sogni, ambizioni, desideri... legittimi, belli, pieni di passione, ma credo che non sia legittimo ancorarvi il destino dei nostri figli.
ReplyDeletealmeno IMHO.
ciao maria grazia
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ReplyDeleteooops sorry, ho cancellato il commento. Ci riprovo.
ReplyDeletesolo una cosa, non mischierei due problemi distinti in questa faccenda. Se si entra nella questione femminile non se n'esce fuori. C'entra pero' la questione di una passione per il proprio lavoro che a volte rende chiusi ai bisogni degli altri, anche quelli che si amano di piu', autoconvincendosi che la propria soluzione sia per forza la migliore. A volte, spesso certo, e' il lui (e il perche' spesso siano gli uomini ad avere lavori interessanti e' tutto un altro problema, ma non e' il punto di discussione in questo caso), altre volte e' lei. E ne ho visto di casi, di lui che si reinventa per seguire lei. Primo fra tutti quello di mio suocero, e stiamo anche parlando di 40 anni fa e passa, che ancora a volte ci ripensa alla sua laurea messa in un cassetto. Insomma, cio' che volevo dire e' che qui si parla di voi due, di te e udt, non di uomini generici e donne generiche. Parlate e scazzatevi ma io non allargherei la questione. IMHO
Sono con te in pieno. Ci sono due questioni da considerare: per chi viaggia arriva il momento in cui la donna può avere bisogno di trovare una sua dimensione esistenziale personale, e non sempre questa è conciliabile con lo spostarsi ai 4 poli della terra seguendo il marito; l'altro punto è che spesso le mamme sono più sensibili alle esigenze dei figli e questi, soprattutto alle soglie dell'adolescenza, cominciano a sentire il bisogno di stabilità. Non si può continuamente privare i figli di rapporti solidi e duraturi e costringerli a ricominciare da capo in paesi diversi, scuole e sistemi scolastici diversi. Finite le elementari diventa dura. Ho molti esempi che mi circondano, il più vicino è quello di mio fratello. Dopo 18 anni in giro, adesso l'ultimo spostamento (a Londra) lui l'ha fatto da solo, moglie e figli sono rimasti a Roma.
ReplyDeletecondivido in pieno ciò che dice supermambanana. sono due problemi distinti, e credimi, ti capisco benissimo perché anche io faccio discussioni di principio animatissime. ma credo che in questo caso devi guardare solo la tua situazione contingente perché altrimenti rischi di arrabbiarti per nulla.
ReplyDeletemi rendo conto delle difficoltà che come expat dovete avere, io credo che a un certo punto dopo anni di 'adattamenti' da parte della moglie arrivi il momento in cui sia il marito a doversi adattare alle esigenze della famiglia, e credo che il momento arrivi proprio quando i figli vorrebbero mettere radici.
Non ci sono passata, o almeno ci sono passata diversamente, ma ti comprendo in pieno.
ReplyDeleteCredo che sia normale dopo tanto tempo desiderare un minimo di stabilità e già il fatto che tu ti ponga il problema significa che qualcosa è scattato dentro di te. Hai detto bene però, devi essere tu a valutare cosa vuoi realmente, se alla lunga questo tipo di vita può stancarti o meno e/o quanto tempo ancora pensi di reggere così...
Ci sono persone che pagherebbero oro per avere la tua vita e altre che invece la temono come la peste...
Ognuno di noi è diverso, l'importante è capire realmente ciò che si vuole, avendo il coraggio delle proprie decisioni ed azioni.
Coraggio wwm!!!! :D
immaginavo che ad un certo punto saresti arrivata qui. xkè sei troppo intelligente x andare avanti senza farti dmande.
ReplyDeletesai finchè potrai andare avanti a seguire tuo marito? finchè i figli nn ti diranno: mamma voglio stare qui xkè questa è la mia casa. e allora spero x te che sia in italia, nello stesso posto che tu chiami casa, altrimenti saranno doppi problemi.
in altre occasioni ti ho detto che ti invidio xkè, a parte la difficoltà di imparare le lingue, mi piacerebbe reinventarmi ogni 6 mesi e poi io odio il paesello dove abito. ma in realtà continuo a piantare alberi da frutto in giardino xkè nn vedo l'ora che crescano, riempio la casa di animali xkè mi piacce averli x casa....mi piace conoscere negozianti e vicini, partire ma anche tornare. e se ogni anno diventa più difficile far venire i figli in vacanza con noi figurati sradicarli x un paese nuovo ogni 3 anni...impossibile.
nn so se sono riuscita a spiegarmi, in questo bellissimo post parli di tante cose che pesano anche a me.
un giorno mio suocero disse: chi ne ha paga e decide.
ecco....questa frase mi risuona dentro. spero che nn descriva mai la mia vita altrimenti tutto quello che ho fatto finora sarebbe inutile.
ti abbraccio e mantieni la tua lucidità, ti servirà molto in futuro!
io credo che ad un certo punto ti verrà da affondar radici, ed è giusto che tu ti faccia domande fin d'ora. ma immagazzina tutto quel che stai vivendo, è veramente prezioso....
ReplyDeleteio concordo con M di MS, non sono ragionamenti da fare. E' sacrosanto che ognuno faccia le proprie scelte, uomo o donna che sia, e che sogni di avere un proprio spazio indipendente dal partner. Non è scontato nulla, ci sono solo due persone...
ReplyDeleteCapisco quel che scrivi e condivido - anche se con alcune varianti - le tue riflessioni e ansie. Io ho sposato un americano e le cose sono leggermente diverse, ma non poi cosi' tanto. A volte mi viene un po' di timore a guardare avanti e a vederlo cosi' poco chiaro, io che ho sempre preferito pianificare tutto... non so, certo spero che la questione non sia mai "chi guadagna di piu' decide"...:(((
ReplyDeletePS: per ora, "Happy 4th":))
Tesoro mio, come non darti ragione? Però è vero che sono due questioni separate.
ReplyDeletePrima di tutto, a cose fredde, cominica a chiarire a tuo marito che tu non stai facendo la bella vita e che non si deve permettere di ridirlo MAI.
Ti stai facendo il controculo con i fiocchi, esattamente come sta facendo lui e forse di più, proprio per permettervi entrambi due cose inconcipliabili, ovvero: lui che fail lavoro che ha scelto con tutte le soddisfazioni economiche e personali che ciò gli comporta e contemporaneamente il privilegio di avere una famiglia, ed averla vicina, a costo di sacrificare le tue aspirazioni, la tua vita sociale e familiare (lui ha i colleghi, no?) e il senso d stabilità dei figli, che ora sono piccoli e domani chissà.
E un buon sistema, crudele, ma no cambia la sostanza dei fatti, è che la prossima volta che vi trasferite e i bambini sono abbastanza grandi per capirlo, che sia lui a spiegargli e parlarci.
No, perché conosciamo anche questa, lui comunica alla moglie i piani futuri e poi si rimette a lavorare e lei si può gestire tutto lo sfogo emotivo dei figli per giorni e mesi, senza manco avere una cassa di risonanza per il suo.
Datevi dei programmi: che per esempio certe scuole (le medie, il liceo) le vorreste far fare in un determinato posto ai figli per dargli delle basi, che voi comunque avete avuto.
Pensaci ora che hai qualche anno per risolvere serenamente e prendere una decisione in cui vi ritrovate entrambi.
effettivamente ho tralasciato lo smazzo emotivo che devo sempre affrontare io.
ReplyDeletecredo tu abbia ragione sul fatto di programmare ora certe cose. Credo anche io che dalle medie dovremmo fermarci in un posto, spero l'italia o comunque l'Europa.
Devo pensarci ora, già.
Già, poi c'è un'altra questione. Il peso più grosso di tutti una donna se lo assume quando rinuncia ad un' autonomia economica, rinuncia cioè anche a uno straccio di lavoro per la famiglia, per seguire il marito che si sposta per lavoro.
ReplyDeleteL'esempio che hai portato è quello di una donna che ha trovato un lavoro, che pure le piace. Secondo me, ha trovato un tesoro, perchè è verissimo che si puo' avere tutta l'autonomia mentale di questa terra, ma con dei figli, se non si ha anche un'autonomia economica si vive a, a mio parere, anche un po' incatenate. Io adoro mio marito, ma al pensiero di non avere un lavoro che mi renda "autonoma" da lui, mi manca la terra sotto i piedi.
elisa
in misura di gran lunga inferiore ho riflettuto tanto anch'io su queste dinamiche di ruoli, scelte e libertà.
ReplyDeleteperché purtroppo non è soltanto il chiarirle col proprio marito, il che a volte può serenamente avvenire, ma una lotta sociale. te le immagini tutte le volte che questa mamma dovrà rispondere di questa scelta? e tutte le volte che non troverà comprensione dalla gente intorno?
io quest'isolamento l'ho vissuto, nel mio piccolo, quando non potevo manifestare nostalgie e malesseri durante la gravidanza all'estero, proprio poi con le persone più vicine. sai qual era la risposta? ma di che ti lamenti, sei nella città più fica del mondo, non sei "costretta" a lavorare, puoi andare in giro a "fare niente"...???
lasciamo perdere, va'...
cmq fai bene a fare chiarezza, sono convinta che sia fondamentale, anche nei confronti di tuo marito, perché comprenda e "pesi" il tuo supporto, senza darlo per scontato!
un abbraccio