Quando si sentono notizie di donne picchiate, maltrattate, insultate e abusate dai propri mariti o compagni, si fanno facce schifate e incredule.
Ci si chiede come una donna possa sopportare questo. Si pensa "AH! Io guai! Se mio marito mi dovesse anche solo toccare con un dito vedi come lo lascio subito!".
Non si capisce come mai le donne non parlino. Come facciano a a trovare di continuo delle scuse. A non vedere, a non sentire. Come fanno?
Non lo so.
So solo che da credo dieci anni vivo questa situazione da vicino. Vedo questa donna così forte, così intelligente, così amata dai suoi figli, dal suo ex marito e dalle sue amiche lasciarsi schiacciare da questo uomo violento, ignorante, schifoso.
Non so più come aiutarla.
Le ho parlato, le ho urlato, l'ho abbracciata, l'ho portata via, le ho fatto vedere tutto l'amore che ha intorno, l'ho presa per mano, l'ho scossa, l'ho abbracciata...
Le ho detto che l'amo. Che è la persona più importante della mia vita. Perchè lo è. Perchè è lei che mi ha dato la vita.
Che credo in lei. Che aspetterò fuori dalla porta per portarla via per sempre.
Eppure non dormo. Non dormo da ieri.
E' scappata. E' stata di nuovo colpita. Dice che ora è "basta". Dice che ora sa cosa fare. Dice.
Eppure io ho paura. Ho paura faccia marcia indietro, torni là.
Fa battute, parla di progetti.
Io l'ascolto col sorriso fiducioso, ma in fondo vorrei essere lì per abbracciarla tanto da non farla respirare e tanto da non farla tornare indietro.
La paura.
Paura di tante cose che non fa andare avanti.
Paura di stare sola? Ci siamo noi.
Paura di sentirsi un fallimento? sei vai avanti avrai vinto.
Paura di ammettere di aver sbagliato? I tuoi figli ti amano sempre e comunque. Non puoi sbagliarti.
Paura di non sapere cosa fare, dove andare? CI SIAMO NOI.
Paura della pace? Ti abituerai.
Paura del futuro? Sarà solo migliore.
Paura di non sapere più a chi o cosa appartenere? A te stessa, la tua vita, i tuoi nipoti, i tuoi figli.
Non puoi avere paura. Non puoi tornare indietro di nuovo. Non farlo per favore.
Guarda avanti.
Ti voglio bene.
Ci penso e ci ripenso... qualsiasi parola sembra inadeguata e inopportuna.
ReplyDeletePerò ti mando un abbraccio.
E vi penso.
qui si fa il tifo, naturalmente.
ReplyDeletecoraggio!!
maria grazia
Corri a riprendertela con la forza se necessario ma non lasciare che questo continui. te lo dico con le lecrime
ReplyDeletedev'èessere terrificante, per lei, ma anche per te che sei sua figlia. coraggio, a entrambe!
ReplyDeleteQuando ho inziato a leggere il post ho pensato ad un libro di Concita de Gregorio "Malamore", poi ho continuato e Vi mando solo un abbraccio. Non Ti voltare!
ReplyDeleteTi capisco, ci sono passata anche io anche se nel mio caso (o meglio quello di mia madre) la violenza era psicologica e non fisica. Capisco l'attrito e la fatica nel cercare di spiegarle che l'andarsene non e' una sconfitta ma una vittoria, non e' un'umiliazione per lei ma lo e' per lui....capisco...perche' dopo un po' capisci (ma non giustifichi) quel meccanismo perverso che fa sentire la vittima "colpevole" quando finalmente si ribella. Non la fare voltare mai piu', allontanala fisicamente perche' non ricada piu', dalle tu il coraggio che le manca....e' difficile per te e per lei ma volere e' potere, quindi si fa!
ReplyDeleteTi sono vicina, se ne hai voglia sai dove trovarmi, coraggio!
Io ho iniziato a vivere per davvero dopo i 25 anni, quando sono andata via. Quanta vita sprecata, quanta...
ReplyDeleteOggi in pratica ho 8 anni, e si vede :)
Con tutto, tutto, tutto, tutto il mio cuore, ti auguro e le auguro di avercela fatta.
Noi siamo a Bologna. Non so quanto vicini o lontani da lei in questo momento, ma la porta di casa nostra è aperta.
Noi ci siamo.
non so' se è molto..ma pregherò per voi..
ReplyDeleteabbracci, Cristina
Immagino che non sia per niente facile, anzi forse non posso nemmeno immaginarlo... se puoi, vai a prenderla e portala con te sarà abbastanza lontana dalla violenza e forse riuscirà a capire che si sta molto meglio da "sole"
ReplyDeleteNel leggerti ho risentito improvvisamente la forza di un giorno lontano in cui ho subito io l'attacco da una persona di famiglia ma io mi sono potuta allontanare e continuerò a farlo. Fai il possibile per trasmetterle la tua forza.
ReplyDeleteLe motivazioni per cui non lo molla...mah, a volte le cose sono molto più banali di quanto sembri. Forse è il fatto di rendere pubblica un'umiliazione privata, far sapere in giro che lo lascia dopo aver subito. Come sai le vittime si sentono sempre in colpa. Potresti portartela via e tenerla lì con te, ma forse lei si sentirebbe di peso alla vostra famiglia. Situazione difficile ma fai bene ad insistere, Un abbraccio.
ReplyDeleteGRazie per i commenti e tutto quello che avete scritto.
ReplyDeleteOra sento che sia arrivato il momento di lasciarla fare senza pressare troppo.
Almeno è quello che ho percepito.
Non a caso è successo tutto quando tutti i 3 i suoi figlio non sono a Milano con lei.
FOrse aveva bisogno di prendere tutto il coraggio da sola e di agire.
Non lo so. Son qui che aspetto e spero.
Coraggio a tutti, lei e voi figli. un abbraccio,
ReplyDeleteBa
Mi dispiace moltissimo: speravo di aver letto male...anche noi siamo qui se avesse bisogno, ma certo come dice M di MS è una cosa privata dove anche chi subisce sente vergogna.
ReplyDeletespero che trovi la via giusta e il coraggio per essere più serena. Un abbraccio, p