Recent Posts

Thursday, October 1, 2009

Ho appeso le foto

Ecco ci siamo. Questa è diventata casa nostra.
E' una cosa che ho sempre un po' evitato di fare, ma questa volta è capitato.
In Ecuador non avevamo neanche scelto i mobili. Avevamo comprato proprio poche cose per la casa e quelle prese una volta partiti le abbiamo lasciate là.
A New York ho appeso i soliti quadretti con i disegni che mi porto ovunque per la camera di SuperT. Poi niente.
Come sempre è mia madre che quando viene pensa a personalizzare la casa. A NY ha comprato le piante e sistemato il balconcino, ha messo i Wall Decals che avevo comprato ma mai messo. Ma è rimasta solo due settimane.
Questa casa invece è diversa.
Intanto mia madre è arrivata ed è rimasta 3 mesi. Tutto il tempo per fare e disfare.
Ha messo le tende in tutte le camera. Ha appeso quadretti. Mi ha comprato una decina di cornici. 6 delle quali appesa ma ancora senza niente.
Ho comprato i tappeti, abbiamo preso un letto "serio" per SuperT, ho comprato degli specchi, ho messo quadretti.
Settimana scorsa ho cominciato a mettere le nostre foto nelle cornici.

E ho cominciato ad avere gli incubi.
Ho cominciato a sognare che l'uomodeltunnel tornava a casa e mi diceva che venivamo trasferiti in Sudamerica fra un mese.
E io piangevo piangevo piangevo. Mi sveglio con l'ansia.

Il problema è che qui mi sento a casa. Che questa casa ha l'odore di "casa". Che qui è dove sono tornata con una bambina di appena un giorno. E' questa che mio figlio chiama casa, non quella di Milano.
E quando si appendono i quadri è come se mettessi un po' le radici.
E' un sentimento un po' pericoloso, perchè SAI già che te ne dovrai andare.
L'uomodeltunnel infatti è uno che non comprerebbe niente e non farebbe niente per la casa. Per lui è sempre e solo un tetto come gli altri. Chiedergli di fare dei cambiamenti e di spendere dei soldi per una casa non nostra per lui è assolutamente fuori discussione. E ovviamente lui è quello che me lo ricorda sempre.
Sono sempre stata molto cauta. E' una di quelle cose che ho sempre cercato un po' di far capire a mia madre e alla sua voglia di fare e sistemare. Non è facile per dei "vagabondi" come noi.
Non è facile per me.
Aver messo le foto dei miei bimbi appese ai muro è stato un gran cambiamento.

E poi c'è anche il fatto che da quest'anno non avremo più una casa a Milano.
Vi ricordate la mia pazza pazza ricerca di una casa dove poter stare durante i nostri rientri?
Beh, non l'abbiamo trovata. La casa dove attualmente ci sono tutte le nostre cose è stata subaffittata e a Natale, quando torneremo, la lasceremo definitivamente. La sgombreremo, metteremo i nostri mobili in un magazzino, alcune cose ce le spediremo qui (e alè altre cose di "casa"), altre le lasceremo credo a mia madre per quando torniamo e noi affitteremo una casa per quando staremo in Italia.
La casa che è stato il punto fisso di sempre, non ci sarà più.

Sono tutti sentimenti un po' difficili da gestire. Purtroppo l'idea di un fturo trasferimento mi mette tanta paura, ma sto cercando di non pensarci ora. Ci penseremo quando verrà il momento.
L'idea di tornare a Milano e di sgombrare la casa dove ho vissuto nei miei ultimi 5 anni mi mette tristessa. In quella casa ci sono andata a vivere prima con mia sorella e poi con le mie amiche. Quella casa conserva dei bellissimi ricordi.

E allora sono qua con il computer che fisso la cornice bellissima, grande che abbiamo preso. Una cornice.
E dentro non so cosa mettere. Non ho il coraggio di riempirla.
Ecco cosa si prova ogni volta che si cambia casa. Si cerca quasi di non affezionarsi troppo al posto dove si sta. Ma poi come si fa?
Io questa volta ci sto mettendo davvero troppo cuore...

17 commenti:

  1. E' difficile realizzare che se il lavoro (del tuo uomo o tuo o di tutti e due) cambia, cambi posti, lingua e forse continente.
    E' difficile non mettere radici.
    Un abbraccio.

    ReplyDelete
  2. Non sai il famoso proverbio cinese:
    "Dove c'è Bimby c'è casa?"
    :-D
    (love u)

    ReplyDelete
  3. cara wwm,
    io non sono a giro per il mondo, ho vissuto sempre in italia...ma ti capisco. nemmeno me lo ricordo quanti traslochi ho fatto, ho delle cose ancora dentro gli scatoloni che ormai non svuoto neanche.
    io sono ancora alla ricerca della mia casa...
    tieni duro, adessi goditi il nido dove vi trovate, poi si vedrà...
    ;)

    ReplyDelete
  4. cara WWM quando mi sono sposata mio suocero ci regalò un bellissimo appartamento, grande, centrale, nuovo.
    nn avevamo molti soldi e a poco a poco si è riempito delle cose che portavamo dai viaggi e l'abbiamo fatto diventare casa
    ma nel giro di poco sono arrivati i figli e l'esienza di una casa più grande e così ho cominciato a cercare...ho cercato x quasi 5 anni col risultato che nell'appartamento nn cambiavo più nemmeno le lampadine fulminate, tanto ce ne dobbiamo andare....
    mio marito è come il tuo con la differenza che avendo l'azienda da qui nn ci muoveremo mai.
    io vorrei metter radici e lui vuole mettere ali.
    ti capisco e sento la tua angoscia, che è la stessa che provo quando mio marito si guarda intorno e dice: ma xkè nn cambiamo casa? e lo dice da 10 anni....io continuo a piantare alberi da frutto in giardino, xkè ho bisogno di crederci, almeno io

    ReplyDelete
  5. uhhhh come mi ci ritrovo in questo post....le mie amiche parlano delle riforme scolastiche che entreranno in vigore fra un paio d'anni, ed io? saro' qui? bah!? i quadri pero' questa volta li ho appesi...ho fatto anche un bel mosaico di foto sul muro della cucina ma ci ho messo foto di milano, roma, monaco, NY, quelle dei ricordi di una vita da vagabonda..tanto per mettere radici senza dimenticarmi che magari fra un po' si riparte...Alle bambine faccio un costante lavaggio del cervello (soprattutto a grumpy che l'ultimo trasloco se lo ricorda bene) dicendo loro che "casa e' dove siamo tutti insieme"....
    Un abbraccio, come e piu' del solito, solidale!

    ReplyDelete
  6. Io non posso provare i tuoi stessi sentimenti perchè non mi sposto come te, ma ti posso dire che in 6 anni ho cambiato 4 case e tutte le volte sapevo che nin sarebbe stato per molto. Il punto è che quando ti nasce un figlio in una casa ti affezioni alle stanze in cui conservi i tuoi ricordi. Tra un paio di mesi me ne andrò da questa casa, ma anch'io soffrirò perchè qui è nata la mia bambina e su tutte le pareti ci sono i chiodi vuoti senza le foto che non ho mai voluto appendere. Tra me e me mi dico che la casa è dove ci siamo noi e dove porto quelle cose a cui sono più affezionata. Cmq capisco il tuo bisogno di nido, che è tipicamente femminile e materno. Ma a proposito, c'è sentore che ve ne andiate da LV?

    ReplyDelete
  7. io sono ancora affezionata al tavolo del primo appartamento che avevamo a parigi perchè c'era ua luce speciale quando rientravo il pomeriggio, poi l pavimento della seconda casa a parigi perchè ci gattonava il piccolo, poi la prima casa che abbiamo avuto a roma perchè era vuota e ospitavamo gli amici per terra, e la casa da studenti le volte che glia ltri studenti non c'erano. di questa invece non mi manca niente perchè so che per adesso non la lascio. lo so che sono starna ma è il senso di precarietà che ti fa attaccare alle cose, è un dolore, ma è anche profondo e bello.

    ReplyDelete
  8. intanto goditi questa casa che consideri già la TUA casa, se succederà ti porterai le foto, i quadretti che hai appeso adesso e li appenderai in un'altra casa per farla sentire di nuvo TUA

    ReplyDelete
  9. Io invece penso che sia bellissimo sentire CASA anche quella che casa lo sarà solo per un po' di tempo. Perché è giusto vivere al pieno delle nostre possibilità e dei nostri sentimenti anche i momenti di "transizione", e quando ci sarà da cambiare si ricomincerà, con un altro mondo da riempire di voi.

    Hai fatto benissimo secondo me :)

    ReplyDelete
  10. Incredibile! Mi hai fatto realizzare che c'è un elemento che in questi ultimi 9 anni in cui ho fatto 4 traslochi ci segue con la frustrazione di non trovare una collocazione: un lampadario di cristallini comprato al Mercanteinfiera di "Parma". L'abbiamo pure dovuto aggiustare in tanto girovagare e ora lo guardo ancora smontato. Dovrà aspettare. E magari verrà montato in una casa di Parma. Curioso. Forse le nostre radici sono negli oggetti che ci seguono o forse in quelli che non ci seguono o forse molto meglio credere che andiamo ovunque con la nostra famiglia e sono loro che ci fanno sentire a casa.

    ReplyDelete
  11. quanto ti capisco...noi ci siamo recentemente trasferiti da Dubai a Zurigo, e prima di partire ho fatto un'infinita' di foto alla casa dove sono nati i miei due bambini....a Zurigo siamo rientrati nell'appartamento che avevamo lasciato 3 anni fa, ma casa per me resta quella dove sono nati i miei piccolini e il mio primogenito mi chiede continuamente quando tornaimo nella ns casa...e il pensiero che nemmeno x noi questo e' l'ultimo trasloco internazionale mi angoscia...infatti sara' un caso ma questa volta i quadri non li voglio nemmeno appendere e radici non le voglio mettere, si soffre troppo di malinconia "dopo"!!! ines

    ReplyDelete
  12. Posso capirti... a me è successa una cosa simile quando ho vissuto in Uk anni fa (non l'esperienza dell'anno scorso che conosci!).
    Solo che, mentre tu ora hai paura di "decorare" la casa perchè poi temi di stare male quando la lascerai, io invece feci di tutto per renderla più accogliente, proprio perchè sapevo che non era "casa mia", ma una sistemazione momentanea in attesa di cambiare nuovamente aria.
    Qualsiasi casa in cui vivi diventa un po' casa tua, quindi non pensare a quello che sarà o che accadrà... concentrati sul presente e vivilo senza paure o angosce... Così conserverai ricordi stupendi e non magari inutili rimpianti!
    Un bacione! :D

    ReplyDelete
  13. non so quale corda tu abbia toccato, la paura del distacco, la voglia di rischiare e di scoprire.. ma.. mi venne il magone. brava, brava. acc

    ReplyDelete
  14. Ti mando solo un abbraccio, perchè hai già detto tutto tu...
    Spero tanto che tu sia felice e senza incubi, lo sai, vero?

    ReplyDelete
  15. come ti capisco...
    in questi giorni non faccio che pensare alla casa, al letto in cui è "nato" momo, una casa in cui avevo incorniciato due foglie una grande e una piccolina, raccolte a central park proprio il giorno in cui è stato concepito momo. avevo solo quel quadretto e adesso è nella sua cameretta a roma. potresti portarle con te quelle cornici...

    ReplyDelete
  16. Forse non è lo spirito del tuo post ma leggerlo mi ha tranquillizzata. Stiamo cercando casa, non un'altra città, non un altro quartiere solo un nuovo appartamento e mi dispiace. Mi dispiace lasciare la casa in cui abitiamo da sette anni e che abbiamo reso nostra, che profuma di noi. Però leggendoti, mi sono resa conto che quando l'avremo trovata, appenderemo un quadro, porteremo qualche mobile e ci sembrerà di non avere mai vissuto altrove.

    ReplyDelete
  17. e, come tante altre volte ti ho commentato... mi fai sentire una dilettante.
    io che non voglio trasferirmi da milano a roma per non mollare 'casa', e poi c'è gente che fa i numeri del circo come te. uff.
    adoro leggerti, perchè sei così spontanea nelle tue sensazioni, e mi ci ritrovo spesso, mi fai riflettere tantissimo.
    dai, che a dicembre ci vediamo.

    ReplyDelete

Grazie per i vostri commenti!
Thank you for your comment!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...