| il mio papi a San Francisco |
Io me ne sono resa conto quando è venuto per la prima volta a trovarmi a Las Vegas 3 anni fa. Avevamo vissuto questa malattia con mia nonna e c'erano troppe similitudini. Ma gli altri mi davano della pazza (tranne mia madre che aveva vissuto questa malattia con sua madre) e dicevano che era depressione.
Mio padre ha avuto soprattutto ultimamente tante batoste dalla vita e il suo carattere un po' fragile forse non ha retto. Ma non era depressione. Le due cose sono collegate forse? BOH. L'Alzheimer ha tanti punti di domanda. Non si sa perchè, non si conosce l'avanzamente, non ci sono cure...
Nessuno sa.
DIcono che sia più la malattia dei famigliari, delle persone che stanno intorno, perchè mentre loro diventano come bambini incapaci persino di allacciarsi le scarpe e vivono in uno stato di inconsapevolezza quasi totale, la famiglia intorno soffre. Soffre e subisce.
Perchè arriva il giorno in cui vieni trattato male senza ragione, in cui non vieni più riconosciuto.
Vivo con TERRORE al pensiero che mio padre un giorno guardandomi non saprà più chi sono.
E' come un coltello ficcato in mezzo al cuore che ogni volta che vede e prende consapevolezza della situazione, gira e rigira facendo un male cane.
Per Natale è venuto qui a San Francisco con tutta la famiglia e ripartirà settimana prossima.
Mio padre compirà 65 anni.
E' troppo giovane. Non è giusto.
Lo guardo e quasi non lo riconosco. Il grande Eddi tifoso che amava andare in bicicletta. Spiritoso, sportivo, dinamico.
Ora non riesce a mettere le forchette in tavola, non sa dove andare se gli dici di prendere l'acqua in frigo, ripete le stesse cose, cammina strano, non vede le cose, inciampa, non riesce a chiudere la portiera della macchina.
Che roba. Lui che ha vissuto una vita in macchina perchè era rappresentante di moda e ha fatto tanti di quei chilometri...
| ecco come ieri mio padre ha apparecchiato la tavola |
Quello che continua fare è giocare sempre con i bambini. Loro lo adorano perchè alla fine lui ora è come un bambino. E si butta per terra, fa i dispetti e li fa ridere. Ma a 65 anni ne dimostra almeno 20 in più. Ed è un vero peccato.
E' un peccato non potermi godere mio padre e mi odio per non essergli stata più vicino negli ultimi 10 anni. Mi sono persa un pezzo di vita di mio padre che ora non posso recuperare.
Giovedì prossimo partirà.
SOno felice che sia venuto anche lui e aver avuto la possibilità di festeggiare tutti insieme questo Natale. Non credo capiterà di nuovo e cerco fino all'ultimo di godermi questo momento.
Ecco una storia triste. Una storia di vita.
Una storia che scrivo ora e che non ritirerò più fuori perchè scrivere con il groppo in gola e le lacrime che non si arrestano, non mi piace.
Mi dispiace tanto, tesoro. Mia nonna è così, da tanto tempo, e so.
ReplyDeletemi viene da piangere. già vissuto col nonno, lo sto rivivendo con mio suocero, che si illumina solo quando vede i bimbi. ma è' sfiancante e crudele. avevo scritto un commento lunghissimo e l' ho cancellato. in realtà non ho parole, fa soffrire e basta. coraggio. yu
ReplyDeletegrazie. sì è una roba pazzesca. ma è vivo. è qui. per ora mi basta per non crollare.
DeleteTi abbraccio, Elena. E basta.
ReplyDeletemi dispiace tanto. ti capisco e ti abbraccio. coraggio.
ReplyDeleteAccidenti Elena, mi spiace un sacco. Ti abbraccio forte!
ReplyDeleteHo conosciuto questa malattia con mia nonna. Non ho parole da aggiungere. Elena, ti abbraccio forte.
ReplyDeletemamma al quadrato
Ti abbraccio anch'io.
ReplyDeleteTi abbraccio forte. Ho avuto modo di vivere gli ultimi anni di vita di una persona cara che soffriva di Alzheimer, quindi mi riconosco nelle tue parole
ReplyDeleteJackie
io non ho mai avuto a che fare con questa malattia, ma ieri mio padre ha compiuto 65 anni...e leggendoti m'è venuto il magone.
ReplyDeletemi dispiace, ti abbraccio forte forte.
ReplyDeleteTi stringo tanto tanto forte anche io.
ReplyDeleteSono qui per te quando vuoi!
Posso solo abbracciarti...
ReplyDeleteVeder spegnersi i propri genitori è un dolore incredibile. Soprattutto se sono troppo giovani per tutto questo. Abbraccialo forte. Fanne scorta. Il ricordo di un abbraccio ti tornerà utile quando ne sentirai la mancanza.
ReplyDeleteE' come perderlo un pò, tutti i giorni...
ReplyDeleteMi dispiace Elena, non ci sono molte cose da dire, dietro ai nostri hobby e alle nostre passioni abbbiamo tutte una vita vera, e la vita alla volte è anche questa.
Mio papà non c'è più da 3 anni e a me il groppo viene ancora a nominarlo.
Ti abbraccio
mi è successo di incontare malati e familiari per lavoro. pur sapendo che non capisco che il 10% di quello che provi ti mando un abbraccio enorme. E' un peso davvero enorme...
ReplyDeletef.
Un bacio Elena. Hai ragione, è troppo giovane, ma ce ne sono anche di pi`¨giovani. a volte faccio da interprete per ;' alzheimer centrum qui e loro hanno soprattutto pazienti precoci.
ReplyDeletela cosa mi spaventa ancora di più... grazie del bacio!
Deleteho scritto questo post di getto senza neanche rileggerlo o correggerlo.
ReplyDeleteforse non ero pronta. leggere i vostri commenti mi ha commosso e non ho smesso di piangere per tutto il giorno.
Oggi mio padre...chissà perchè...p venuto da me e mi ha detto "stai tranquilla Nini (come mi chiama lui)", come se avesse letto la mia angoscia.
grazie a tutte voi che vi siete fermate e mi avete lasciato un commento. grazie davvero.
Ti abbraccio. Cerca di pensare che è una cosa stupenda per i tuoi figli, questo momento che hanno passato insieme con un nonno che li ha fatti giocare tantissimo. (cerco sempre di vedere il lato positivo,se magari non è il caso, scusa)
ReplyDeletemi dispiace tanto e condivido in pieno quello che dice trasparelena
ReplyDeleteDi fronte al dolore le parole mi mancano. Un forte abbraccio da una 'sconosciuta' che ti legge sempre.
ReplyDeleteMio papà non ha la stessa malattia, ma capisco quello che stai passando...dalla parte di mio papà c'è il fisico che lo sta lasciando, mio papà ha 61....e come tuo papà è sempre stata una persona dinamica ! Ti lascio un'abbraccio e non aggiungo altro....
ReplyDeleteMi aggrego alla solidarietà delle altre. Io non ho familiari con la stessa malattia di tuo padre, ma mia nonna materna soffre di depressione e schizofrenia. Ormai, da tre anni (dopo un tentato suicidio) è diventata irriconoscibile: è regredita (anche fisicamente) ai livelli di una bambina, ma non una bambina felice, una bambina terrorizzata dalla vita, perfino da noi familiari. E io, che la ricordo quando preparava le sue fenomenali polpette al sugo, o che curiosava con me tra le bancarelle del mercato ogni volta che la vedo vorrei stringerla forte tra le braccia e liberarla da quell'orribile dolore dell'anima che la sta mangiando. Ecco, forse in parte posso capire il tuo stato d'animo. E ti abbraccio. Con affetto.
ReplyDeleteNon so che dire...
ReplyDeleteTi lascio un abbraccio se posso. Giù lettrice silenziosa
Mi dispiace tesoro ho letto un po di questa malattia perchè pensavamo mia suocera ne fosse affetta, per fortuna non è così e ho letto che loro i colori li vedono diversi, il lucido gli da fastidio lo prendono per acqua, non vedono bene il bianco...mi dispiace tesoro, ma non ti colpevolizzare se anche fossi rimasta in Italia non avresti potuto fare nulla te ne sei accorta prima degli altri proprio perchè lo vedi raramente, un abbraccio.
ReplyDeleteVorrei venire lì e abbracciarti...
ReplyDelete<3 <3
Me lo prendo virtuale l'abbraccio!
DeleteElena, mi dispiace non aver visto prima questo post. Il mio abbraccio virtuale te lo do ora, forte, e spero di potertela dare anche di persona presto. Bisogna andare avanti e cercare di pensare che fa parte della vita, come hanno detto tante volte e saggiamente a me. A presto...
ReplyDelete