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Thursday, September 17, 2009

WorldWideMom Car

Ad agosto finalmente abbiamo comprato la macchina per me.
Un jeepone usato, di quelli che a Milano non sapresti dove parcheggiare e che tra bollo, assicurazione e soprattutto benzina non riusciresti mai a mantenere.
Ma qui, non so in realtà perchè, te le tirano dietro. La benzina costa poco. Le strade sono grandi e larghe e difficilmente trafficate, i parcheggi ovunque....
Insomma, non mi ero mai vista come tipo da Jeep, mi sono sempre ritenuta più da...Cinquecento... e invece eccomi qui a Las Vegas sul macchinone!
La targa è stata ordinata dall'uomodeltunnel. E' arrivata settimana scorsa ed è stata una vera sorpresa.
Et voilà:

Saturday, September 12, 2009

Las Vegas degli orrori

Con la premessa sto bene qua e che ho mille cose belle di Las Vegas soprattutto in versione famiglia da raccontarvi, purtroppo vorrei parlarvi di un problema di questa città e in generale degli Stati Uniti.

Nella città della perdizione, del gioco d'azzardo ci sono ogni anni centinaia di casi di persone che abbandonano i bambini in macchina per andare a giocare.
Qui dove d'estate si arriva a picchi di 45 gradi.
Qui dove nelle piazzuole dei parcheggi dei supermercati ci sono i cartelli con su scritto di non lasciare i figli in macchina incustoditi, perchè da soli non ci si arriva.
Qui dove sta per diventare reato lasciare bambini e cani in macchina incustoditi anche solo per 5 minuti. Perchè ogni anno ci sono delle piccole vittime.
La vicina di casa che ha lavorato per anni in DayCares per bambini dentro i Casinò, mi raccontava di quante volte ha dovuto chiamare assistenti sociali, pompieri e polizia.
Danno da mangiare ai bambini, magari li fanno addormentare, li mettono in macchina, aprono un po' i finestrini e si vanno a fare le giocate. Magari tornarno e vanno a controllare ogni una o due ore. Magari.
Mentre scrivo queste cose, un brivido gelido mi passa sulla schiena.
Io non capisco.
Mi racconta di come questi asili nei casinò siano stati creati proprio da volontari per cercare di arginare questo problema. Mi racconta di come si sia presa cura di bambini di due settimane (DUE SETTIMANE!!!!) lasciati dai genitori per giornate intere, senza cambi di vestiti, senza niente.
Per andare a giocare.

Il web è pieno di queste notizie (molto più tragiche).
Stanno cercando di prevenire il problema con dei corsi a scuola.
Sì, a scuola ci sono corsi obbligatori dove a turno vengono anche affidate delle bambole che piangono, fanno bisognini e che pesano circa 6 chili, a ragazzi e ragazze i quali per compito devono prendersene cura per almeno una settimana. Con voto e tutto.Perchè oltretutto qui, in America (soprattutto nei paesi più piccoli), esiste il problema delle mamme-bambine. Va "di gran moda". E' una "moda", capite?!
C'è stato l'anno scorso il caso di 17 ragazze intorno ai 14 anni che volutamente hanno deciso di rimanere incinta nello stesso periodo. Lo avevano chiamato il "Patto di Juno" in seguito al film uscito credo proprio l'anno scorso credo.
Il problema delle mamme bambine esiste ancora. E qui le vedo ogni giorno. Giovani. Anzi, piccole! Con pargoli a carico che solitamente mollano alle madri perchè alla fine devono finire ancora scuola, devono uscire. Adolescenze spezzate.
Passano pubblicità d'effeto in televisione a proposito. Dove si invitano soprattutto noi genitori a PARLARE con i nostri figli (www.talkingwithkids.org). A parlare di sesso e di droga. Cose che spesso vanno insieme, purtroppo.
Tutto questo è RACCAPRICCIANTE.

Ora chiedo anche a voi se conoscete siti, libri o avete dei consigli su come affrontare il tema con i nostri figli. Parto comunque dal presupposto che il dialogo sia fondamentale, ma anche riuscire a trasmettere loro dei sani principi ed essere noistessi genitori presenti per poter trasmette un tipo di modello "sano".
Certo i miei figli sono ancora piccoli, ma non posso fare a meno di farmi delle domande subito, ora, adesso.

Avanti con le segnalazioni! Grazie.

Thursday, September 10, 2009

Premi, saluti e baci

Sono indietro. Sono indietro con i post, con i commenti sui blog che solitamente seguo e su quelli nuovi.
Sono stata nominata da M di MS, Rita e MammaCattiva per l'Honest Scrap e da GallinaVecchia per un altro premio. FIno ad ora non sono mai riuscita a ringraziarle per avermi pensato e a commentare come si deve e come prevedono le "buone maniere" del web.

E poi il mettermi a stilare 10 (troppi!) particolari su di me un po' mi ha messo ansia...

Io ci provo :
1. mi piace tutto ciò che è tecnologico, innovativo, originale. Le novità mi incuriosiscono sempre.
2. amo la liquirizia, le costine alla brace, la birra gelata, il cioccolato fondente, l'aceto balsamico, le more, la pasta al pomodoro e basilico, la pizza e il pane.
3. sono una mamma come molte, ma soprattutto felice di esserlo.
4. voglio essere una persona buona e mi impegno per questo. Non mi viene bene fare la "stronzetta". Spesso per me è un lato negativo. Si sa che bisogna essere un pochino stronzi nella vita, il giusto.
5. mi piace provare a far un po' di tutto. Soprattutto da quando sono in giro per il mondo. Non sopporto l'idea di guardarmi indietro e dire "eehhhh se avessi fatto questo e quello...". E per questo sono sempre in movimento.
6. Sono un' "arrangiona". Ovvero mi arrangio un po' in tutto.
7. Mi piace fare sport per sentirmi bene. Ho dalla mia parte la costanza e quindi, anche se non ho mai spiccato in nessuno sport in particolare, sono sempre andata avanti per la mia strada con impegno. Una delle mie ultime sfide, nonchè passioni, è stata la capoeira. Oltretutto ODIO le diete e quindi preferisco di gran lunga andare a correre piuttosto che rinunciare al buon cibo!
8. Mi piace imparare di tutto. Mi riempio (o meglio mi riempivo) sempre di corsi da fare. Soprattutto mi piace imparare lingue diverse. Purtroppo non sopporto andare in un posto dove non capisco niente. Questo mi ha portato ad imparare fino ad ora 6 lingue, che non è che utilizzo un granchè ma non si sa mai.
9. Credo di essere una buona amica. Un'amica sincera. A stare lontani e spesso soli, si impara a dare valore a molte cose..
10. mi piace giocare. avere figli mi ha fatto tornare bambina e devo dire di essere diventata anche molto meno musona, rompipalle e isterica (sì lo ero e ogni tanto lo sono ancora). Anzi, credo che diventare mamma stia ogni giorno tirando fuori il meglio di me.


Non passo la palla a nessuno. Lascio anche io la libertà di usare questo "giochino" per scrivere qualcosa di sè.

Vorrei però mandare un abbraccio virtuale alle mie compagne di avventura di questo ultimo anno di grandi emozioni mammesche: My e Topina, Caia e Momo, Murasaki e solellina. Un in bocca al lupo alle "panzone" del momento..BStevens, SlimmingMom, Carpina.

Grazie anche ai nuovi passaggi, alle nuove mammeblogger che mi hanno lasciato commenti. In questo periodo di poco tempo a disposizione, è un ottimo modo per conoscere altre mamme su internet.
Ecco..Ci tenevo a fare un po' di saluti!

Friday, September 4, 2009

Gufo?

"Ma noooo, amica pessimista, SuperT è sano come un pesce e non si ammalerà all'asilo. Sì dai magari giusto con l'inverno."
"Sì sì lo so che i bambini che vanno all'asilo si ammalano di più, ma ha appena iniziato dai!"
"OOOOOO suuuu come sei pessimista. E poi gli americani fanno tanti di quei vaccini che se si ammala chiedo il rimborso!"

3 settembre 2009. Terzo giorno di asilo. 39.5 di febbre.

O io sono troppo ottimista o la mia amica oltre ad essere pessimista è anche un po' gufo.

Iniziamo bene...

Wednesday, September 2, 2009

Meglio delle montagne russe

Credo non ci sia cosa più emozionante, più soddisfacente, sensazione più bella, momento di orgoglio estremo...
di quando ti fanno i complimenti per tuo figlio.
Di quanto sia buono, educato e attento.

E allora davvero ti senti meno madre disastro di quanto spesso la gente ti faccia sentire.
Anzi ti senti proprio una gran figa di madre e pensi che alla fine ne valga proprio la pena di fare tutti gli sbattimenti per insegnargli la vita. O almeno io ci ho sempre provato...
Io ho solo iniziato con 'sta storia dell'asilo, ma so già che verserò tante, ma tante di quelle lacrime di gioia da sembrare davvero patetica.

Tuesday, September 1, 2009

Ma non doveva essere lui a piangere?

Ore 7.00 suona la sveglia.
Ovviamente mentre fino a due giorni sia Cimpri che SuperT si son sempre svegliati all'alba, stamattina se la dormono di gusto.
Va bene, vado mi faccio la colazione in santa pace, mi lavo e mi vesto senza diventare matta.
Sveglio poco dopo SuperT, fa colazione e si mette a guardare il suo cartone preferito mentre io allatto Cimpri e la vesto.
L'asilo è molto vicino a casa. 10 minuti molto scarsi di macchina. Ma decido di svegliarlo presto, alemno per i primi periodi, perchè SuperT ODIA fare le cose di corsa. Ha i suoi tempi e io non ho voglia di stargli dietro ad urlare.
Alle 8.00 usciamo tranquillamente da casa. Ho il cuore che mi zompa in petto.
Arriviamo davanti alla scuola.
Mamme che vanno e mamme che vengono. Sembrano tutte così sicure di sè.
SCendiamo dalla macchina, da una parte l'ovetto che pesa 800 kg con Cimpri che si guarda intorno e dall'altra la manina di SuperT. 36 gradi. Grondo di sudore.
Arrivo dentro affannata neanche avessi fatto la maratona di New York.
Cerco disperatamente sguardi complici con le altre mamme ma niente. Mi sento un po' persa. Non so dove andare e cosa fare.
Ok, no panic.
Entro e dico "Non so dove andare".
Una signorina mi accompagna alla classe P2.
Mi dice di firmare su un foglio appeso al muero con l'orario di ingresso di SuperT e di uscita. Ovviamente mi sono completamente dimenticata di farlo, nonostante me l'abbia gentilmente chiesto 2 volte.
Niente. Non ce la potevo fare.

La maestra apre la porta e chiede a SuperT di entrare, Lui sguscia dentro e io non faccio neanche in tempo a salutarlo. A dirgli la frase che mi ero preparata, ad abbracciarlo. Niente. Sparisce.
Credo di sentirlo piangere.
Cosa faccio? Entro? No dai.
Esco dalla scuola e arrivo davanti alla macchina. No, non posso lasciarlo così!
Torno indietro. Mi fermo davanti alla porta della classe. No non posso entrare perchè se mi vede magari si mette a piangere.
Vado dalla signorina che mi ha accompagnato e le chiedo cosa fare.
Lei mi dice di stare tranquilla, mi dà il numero di telefono e mi dice di chiamare più tardi per sapere come va.
Ok.
Entro in macchina.
Scoppio a piangere. Chiamo mia madre e come una bambina le dico che mi manca e che avrei voluto salutarlo bene!
"E' normale nini. Lui sta benissimo, vai a farti un giro."
ok.
Dove vado? Vado da Target.
Compro cavolate. Un regalino per SuperT. Sparlotto con Cimpri che ride.Perdo tempo.
Esco di lì. Cosa faccio. Sento un vuoto pazzesco.
Non mi sono mai separata da SuperT. Sento la sua mancanza. Cosa faccio?
Vado in libreria. Mi lamento sempre che con lui in libreria non ci posso mai andare. Mi guardo i libri, mi siedo sulla poltrona e ne sfoglio un paio. Coccolo CImpri. Chicchere tra donne. Lei ride sempre. L'allatto e poi ritorno alla scuola. Tutto sommato non è male.
Entro, la maestra mi vede, apre la porta e lui schizza EUFORICO fuori e mi urla "mamma io vado a giocare sullo sivolo con i bininni. ciao". Ma come, neanche un abbraccio??
Era sudato marcio e con l'occhio spiritato. La maestra spagnola (in classe c'è una maestra che parla in inglese e una in spagnolo) mi sorride e mi dice che purtroppo non riescono molto a capire cosa voglia dire, ma che lui si butta e cerca di spiegarsi. Dice di non preoccuparmi che è un bimbo socievole e che presto imparerà.
Va bene. Sperem.
Cerco di recuperarlo dicendogli che ho un regalino. "No mamma io sto giocando".
E io che pensavo di ritrovarmi un bimbo stanco, affamato, triste...
Invece IO ero stanca, affamata, con magone.

Torniamo a casa e si mette a giocare. Tento di chiedergli della "scuola" ma non ne vuole parlare. Va bene.
"Ma devi fare la pipì?"
"No"
"Hai fame?"
"No dai mamma".
...
Lo lascio stare. E infatti poi viene a fare un po' il matto con me, mangia tutto in un secondo mi dice che mangiato a "cuola la apple e poi altre cose che assolutamente non ho capito".
Cimpro si addormenta e io e SuperT ci mettiamo nel lettone a leggere un libro. Mi abbraccia forte e mi bacia e poi crolla in un sonno profondo.
Credo abbia anche lui provato emozioni forti...
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